Costantino’s trick

Costantino guarda dal basso i turisti, che miracolosamente non lo calpestano, in quello spazio privilegiato che è una stradina in discesa, aperta sulla piazza del Pantheon.
Costantino, e chissà chi ha italianizzato il suo nome, passa la giornata – la vita –  qui, su un vecchio skateboard. Rotelle per gambe più una mano sinistra che una scarpa da ginnastica (un tempo vecchissima, ora una nike nera di pelle seminuova) preserva dai sampietrini sconnessi. E con quale perizia si lascia andare quando è in cima alla strada e con quale fatica la risale.
Senza la mano destra, che quella regge un vecchio bicchiere di mcdonald dove turisti e indigeni raramente si ricordano di lasciare qualcosa.
Oooohhhhh, meraviglia davanti all’altare di tutti gli dei e stupore davanti al monumento alla miseria umana.
Costantino però non cerca compassione, anche se bisogna accucciarsi, per fargli la carità. Lo fanno a turno i camerieri del bar più chic della piazza, lasciando per un attimo i temerari del portafogli che azzardano un servizio al tavolo per portargli, nelle pause, una fetta di lasagna, un tramezzino, un po’ di frutta.
E Costantino, a modo suo, ringrazia e sorride, mentre vola col suo skate sopra i sampietrini.

stesa

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Outing

Outing.

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Verde

Ce lo aspettavamo tutti ormai da molto.

Era senza dubbio la persona più indicata e capace.

Tu, in modo particolare, lo avevi sempre detto, apprezzando le sue doti.

Finalmente se ne sono accorti! sarebbe stato uno scandalo altrimenti.

Poi… non è tanto per il giusto e meritato aumento, ma, soprattutto, perchè è stata individuata la persona…  giusta per quel compito!

Il suo senso di responsabilità, la capacità di programmare, di pianificare, di essere innovativo.

Poi vedi il tuo volto riflesso è biancastro e… scorgi quel bagliore… verde.

L’invidia affiora come la muffa sul formaggio.

Bartdixit

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Luce

Come d’autunno gli alberi le foglie

una brezza, ventata di freschezza che rischiara l’anima

scuote, tenera ingenua e maliziosa passione

un sorriso dolce e candido illumina il tuo viso

Andrea Skandiz

 

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Un tempo relativo

Suona la radio sveglia! Le 7.15, ma va quindici o venti minuti avanti!

Caffè! L’orologio della cucina segna già le 8.20, ma non è in linea con l’ora legale.

Bambini! L’orologio della cameretta fa già le 7.40! ma sappiamo che va 10 minuti avanti.

Al bagno. Vorresti che fossero ancora le 6: doccia, barba, radio!

Il tuo orologio? Ieri non l’hai usato… è fermo, silenzioso, freddo. Quadrante bianco numeri arabi, come il tuo primo orologio!

“Tieni è un regalo importante ora che sei un ometto. Ricordati il segreto per essere sempre puntuali è mettere la lancetta lunga cinque minuti avanti!”.

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Il peso delle scelte (“Escatologia da bagnasciuga”)

Il peso delle scelte (“Escatologia da bagnasciuga”).

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Due palle

E’ tutta la settimana che non pensi ad altro. Con lo stomaco in subbuglio ti rammarichi: “Non è come nel 2006, ma fa lo stesso”. Ormai hai digerito la figuraccia da ex campione del mondo deriso anche dai bambini africani. Perché in fondo, alla finale non rinunci. Ed eccoti lì, davanti alla televisione, dopo aver lottato contro il tempo tutto il giorno ed essere uscito di casa senza salutare, perché mancava poco al calcio d’inizio. Ce l’hai fatta, sei soddisfatto. In campo due nuove candidate al titolo: l’Olanda del possibile “pallone d’oro” Wesley Sneijder e la Spagna di David “Maravilla”. In breve, un partitone! Si comincia subito alla grandissima: tiro di Kuyt, di poco fuori, e replica di Villa con lo stesso esito. L’adrenalina ti scorre nelle vene. Sei pronto ad entrare nel vivo. Nel vivo… del nulla: per il terzo tiro in porta del primo tempo, devi attendere qualcosa come il 46’. In compenso, però, assisti a una serie infinita di falli che, alla fine dell’incontro, si risolveranno in 12 ammonizioni e un’espulsione. Parliamo di 46 interruzioni dovute a botte e affini, tra cui un “calcio volante” di rara bellezza, firmato da De Jong, novello Zorro dei nostri tempi, sul petto di Xabi Alonso. Sei afflitto, ma non demordi: basterà un gol per rendere frizzante la partita più attesa dell’anno, dopo naturalmente l’ultima di campionato, quando i tuoi sogni di gloria sono andati a farsi benedire per colpa di un certo Milito che, ai Mondiali, praticamente non ha messo piede in campo. Lo aspetti, questo benedetto gol, con un’ansia tale che il giorno della maturità, al confronto, sembrava una passeggiata. E ti inquieti per i tentativi (per la verità non molti) falliti da una parte e dall’altra: vorresti uccidere Robben, che proprio non ne vuole sapere di lasciare il suo zampino ed entrare nella storia; vorresti prendere a pugni Villa che, in tutte le altre gare, ha segnato anche dalla panchina, ma che quel giorno sembra avere il malocchio. Nel frattempo ti sei addormentato. Il fischio dell’arbitro, al 90′, arriva inaspettato. Una volta tornato lucido, ti rendi conto che c’è almeno un’altra mezz’ora di apatia e, nel malaugurato caso, altri 10 minuti di calci di rigore. La prendi male. Segui distrattamente i tempi supplementari fino al 115′: proprio in quel momento, infatti, l’accidia che regna sovrana nel tuo cuore lascia spazio a una sana indignazione sportiva per la deviazione non ravvisata dall’arbitro Webb su calcio di punizione degli Orange. Nel frattempo, però, la Spagna riconquista palla e si appresta a vincere il suo primo Campionato del Mondo con Iniesta (autore del quarto 1-0 consecutivo per la formazione di Del Bosque). Non c’è spazio per i sentimentalismi. Ti ritrovi a pregare affinché il tiro di Sneijder non riequilibri le sorti dell’incontro: i rigori sarebbero troppo! La fortuna ti arride. Finisce così, con le Furie Rosse per la prima volta sul tetto del mondo, con Sergio Ramos (tra i tuoi preferiti) a secco immeritatamente, e una domanda che ti frulla per la testa: “Ma El Niño Torres è ancora vivo?”. Chissà che non lo sappia il polpo Paul…

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Ci sognavamo in Africa

Ci sognavamo in Africa, ma siamo rimasti a casa. C’hanno negato la tribuna (stampa), ci siamo fatti il blog.

Non ci sognavamo riCampioni del Mondo, e appunto non lo siamo.

Sognavamo vittorie bersellianamente eretiche, alla fine invece ad alzare la Coppa è stata la più favorita delle favorite.

Abbiamo scritto abbastanza e siamo stati letti poco. Ma siamo stati letti e, in qualche riga, siamo stati insieme.

Il futuro adesso potrebbe essere fine agosto, magari con la nuova A.

Nel 2012, intanto, ci sono Polonia e Ucraina. E la parola “scordatele”, ancora per un po’, non mi va di scriverla.

Gpg/s

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Sti “piccoletti”

E’ bastato un colpo di testa e qual che ricciolo al vento per mandare al mare la Germania “del calcio totale” (che io stessa avevo definito così). E pensare che la colonna della difesa blaugrana è praticamente spuntata, visto che da terra dista solo 1,78. La legge dei grandi numeri (proviamo ad addizionare l’altezza della difesa tedesca!) questa volta non ha funzionato. Lo spettacolo non è stato dei più entusiasmanti, almeno non come quello visto nei tempi supplementari della semifinale Italia-Germania di appena quattro anni fa. Ma, del resto, la Spagna è questo: scorza dura e tanta classe (vedi un dribbling di Iniesta che ha zittito persino le vuvuzelas). La formazione di Loew ha un po’ deluso: il gioco frizzante visto con l’Argentina è solo un lontano ricordo. Unica attenuante: non c’era Muller. “E ti pare poco?” Verrebbe da dire. Purtroppo è poco, per una squadra che voleva diventare Campione del Mondo per la quarta volta. Appuntamento rimandato. Del resto, il polpo Paul l’aveva detto!

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Si debutta

Domenica dunque si debutta. Alla faccia di Giacobbo, dei numeri magici e delle profezie matematiche (che davano la Germania vincente..).

O Olanda o Spagna. Una prima volta tra le prime volte.

La prima volta in Africa(sud). La prima volta di un’europea fuori dall’Europa.

La prima volta con allenatori sereni (Capello), disponibili (Lippi), sportivi (Domenech) ed eleganti (Maradona).

La prima volta con una Germania sostanzialmente deteutonizzata.

La prima volta con un polpo che becca tutti i picchetti.

La prima volta con un Mazzola commentatore tivù vagamente reattivo.

La prima volta con spettatori pagati e sottofondi rompicoglioni.

La prima volta con arbitri più visionari di Byron Moreno.

La prima volta.

Gpg/s

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